L’applicazione fondata nel 2011 da Bobby Murphy e Evan Spiegel introduce nel 2013 le “stories”, una collezione di Snap, ovvero di contenuti, salvati sul profilo degli utenti e mostrati in ordine cronologico per 24 ore. Se si considera che ogni giorno gli utenti attivi passano in media dai 25 ai 30 minuti sulla piattaforma (https://www.snapchat.com/l/it-it/ads) si può comprendere davvero la sua portata. Il lancio della funzione “Discover” nel 2015, inoltre, ha consentito anche ai brand, alle emittenti televisive, ad esempio la CNN, alle testate giornalistiche, come il Daily Mail, Cosmopolitan, Vogue e National Geographic e ai personaggi pubblici di creare e condividere i propri contenuti.

 

Dal 2014 emerge il lato più business del brand con l’apertura della piattaforma agli inserzionisti: vengono introdotti snap ads, geofiltri sponsorizzati e lenti sponsorizzate. Tre tipologie di pubblicità che si inseriscono perfettamente tra le funzionalità dell’applicazione diventando parte dell’esperienza dell’utente.

 

Le snap ads sono composte da un video di 10 secondi con una call to action che invita a scoprire nuovi contenuti: un articolo, il download di app, trailer, cortometraggi, video/pubblicità di lunga durata o l’accesso in anteprima ai contenuti di un sito web. I geofiltri sponsorizzati compaiono, invece, quando gli utenti creano uno Snap in un luogo specifico oppure durante un evento con l’obiettivo di creare e aumentare l’awarness di un marchio o di una sua attività in una specifica area geografica. Coca-Cola, ad esempio, ha utilizzato nel dicembre del 2016 questa funzione in Inghilterra per consentire agli utenti di creare e inviare una cartolina di auguri e reinventare questa rinomata tradizione inglese (card Coca-Cola). Il risultato? Il filtro è stato utilizzato 2,3 milioni di volte, 26 al secondo, per un totale di 70 milioni di visualizzazioni.

 

Lo strumento di maggior successo per i brand sembrano essere le lenti sponsorizzate: filtri che compaiono nel momento in cui gli utenti creano dei contenuti e li condividono con i propri amici. Esse consentono di raggiungere un numero molto elevato di persone e di comunicare in maniera divertente il proprio brand, ovviamente per 24 ore. 20th Century Fox, ad esempio, per il lancio del film X-Men: Apocalypse ha creato una serie di lenti che consentivano agli utenti di “trasformarsi” nel loro mutante preferito (card X-Men). I risultati ottenuti sono stati sorprendenti: più di 251 milioni di snap e più di 298 milioni di visualizzazioni.

 

Cosa rende quindi Snapchat così prezioso per i brand? Alla luce di questa analisi, ciò che sembra essere il punto di forza dell’applicazione non è solo la semplice visualizzazione di un contenuto, realizzato ad hoc dall’azienda per pubblicizzare un determinato prodotto, ma è la possibilità di dare vita ad un momento di vera e propria interazione con il consumatore, creando un’esperienza condivisa attraverso video, giochi, filtri e articoli per un reale coinvolgimento dell’utente nella vita del brand.